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In Giappone ciò che conta sono i dettagli.
Che tu ti trovi nella più grande metropoli o nel più antico paesino di mercanti, a catturare l'occhio sarà sempre un buffo cartello stradale raffigurante un dentino sorridente o una goffa statuetta porta fortuna dalla pancia pronunciata, posta davanti all'ingresso di una casa, fatto di carta di riso e da una griglia di legno sottile. A colpirti sarà l'ordine che vige su tutto, il senso di armonia che ti viene trasmesso dai giardini pieni di pini giapponesi, con quei ciuffetti perfettamente tondi e quei rami sinuosamente ricurvi; dai ponticelli rossi che sono come una bocca sorridente in mezzo a una distesa di arbusti verde bosco; dalle sculture in pietra che raffigurano qualcosa che tu non potrai capire, a meno che non ti vada a informare a fondo. Ma forse è anche bello così, lasciarsi trasportare e lasciarsi stupire, senza troppi perchè.
A stupirti, in Giappone, non saranno tanto i templi, maestosi e dai colori a volte anche troppo sgargianti; sarà piuttosto l'innata disponibilità mostrata da un professore universitario incrociato fortuitamente e fortunatamente in un momento in cui si stava perdendo l'orientamento e di pari passo anche la lucidità mentale. Il caldo asfissiante ha giocato la sua parte. Il gentile ometto pelato, come del resto la maggior parte dei suoi connazionali, non ti chiederà niente in cambio per le sue preziose informazioni, se non un sorriso di ringraziamento e la possibilità di scambiare due parole riguardo al paese da cui provieni.
A stupirti, più che gli strambi grattacieli, saranno le persone che sotto a questi camminano. Sono tantissime, e ti chiedi dove mai si dirigeranno, a metà Agosto, con così tanta determinazione.
Forse tornano semplicemente da una lunga e faticosa giornata di lavoro, ma sono comunque pronti, instancabili, a compiere il loro dovere: far passare a qualche giovane turista europeo una tipica serata giapponese. Serata in cui si spenderanno soldi, tanti. Ma con la consapevolezza che non ti capiterà molte altre volte di chiuderti in una stanzetta, mangiare pollo fritto con le bacchette seduto di fronte ad un megaschermo e, dopo qualche bicchiere di sakè e birra, alzarsi in piedi ed intonare la stessa canzone stupida con cui ti dilettavi di nascosto in Italia.
Non ti stupirai per i fuochi d'artificio sparati sopra ad un fiume giapponese...ma più che altro perchè alcuni di questi fuochi avranno la forma di una emoticon. Sbarrerai gli occhi di fronte alle stranezze che vedrai esposte nei banchetti di junk food: banane ricoperte di glassa rosa o cioccolato tutte infilzate da uno stecchetto di legno e poste in fila (naturalmente ordinatissima). Lo stesso ordine con cui vedrai sistemati i pesciolini fritti con la bocca aperta, sempre da mangiare a mò di spiedino. Oppure non saprai resistere alla tentazione di fotografare delle ragazzine che indossano yukata o kimoni tradizionali, con ai piedi scomodissime ciabatte di legno, intente a fotografare con i loro squadratissimi cellulari uno spettacolo che probabilmente hanno già visto, e vedranno ogni anno. Cellulari appesantiti da frivoli ciondoli dalle grandezze e fattezze più inimmaginabili.
Ti stupirai anche per la insospettata comodità dei futon, quei famosi materassi posti direttamente per terra sopra ad un finissimo tatami. (Era la stanchezza o erano davvero comodi?).
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Potrei stare ore ad elencare cosa mi ha emozionato, cosa mi ha commosso, cosa mi ha infastidito, cosa cambierei se tornassi indietro, cos'altro farei se ci tornassi...
Ma adesso sono in vacanza e devo riposarmi.
Domani andrò al lavoro e sarò comunque in vacanza. Almeno dalle 6pm in poi.
Vacanza dalla mini-casa e dall'indi(e)pendenza che avevo tanto desiderato mesi ADDIETRO, che ora non fanno altro che spaventarmi e si aggiungono agli altri pesi che mi imgombrano la testa. Da quell'indipendenza mi separano solo qualche portone, qualche metro e qualche bidone della spazzatura. Potrò riprendermela quando voglio...
..ma a volte fare un passo indietro serve anche per ricominciare tutto con più carica, vero? Vero?
Almeno fino a che non avrò un nuovo letto.
Buenas Noches, otra amiga peretta!
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