martedì 27 luglio 2010

cause I don't longer know what home is

Dodicesimo giorno in ostello, comincia a starmi stretta la camera che condivido con altre sei persone, il disastro di roba (altrui) accumulata per terra e della mia accumulata sopra il letto.

Sono all'ultimo paio di calzini puliti, la privacy me la sono dimenticata da ormai un bel po'. Per non parlare del bagno condiviso con tutto il piano.

Prima di entrare nel mio appartamentino in affitto manca ancora un'intera settimana. I disagi sono tanti ma ci si diverte un sacco. Nella cucina all'ultimo piano si forma ogni giorno una sottospecie di famiglia, che cambia ogni giorno i suoi protagonisti. I tempi sono accelerati: in ostello in meno di mezza giornata si diventa amici e si condivide tutto. Brasiliani, americani, britannici (e nessun italiano incontrato fin'ora) uniti in cucina davanti a un piatto di cose da mangiare non ben definite.

Primi giorni di lavoro durissimi: le persone che ti guardano con sospetto, assenza di fiducia, niente da fare se non i soliti lavori astrusi tipo scrivere indirizzi su decine di cartoni da spedire che ti chiedi perchè cacchio ho studiato 5 anni che a scrivere ho imparato alle elementari! E poi ricevere anche i complimenti per la magnifica scrittura, ma uno certi complimenti non gli viene in mente che non li dovrebbe fare????

E dopo una settimana di disagio finalmente qualcosa si smuove, dopo avermi studiato finalmente si rendono conto che non sono venuta dall'italia per fissare un muro e che so fare ben di meglio che avre una bella scrittura, quindi felicitazioni per l'inizio di una nuova settimana esaltante piena di nuove responsabilità lavorative!!!



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